Carlo Bernari

Carlo Bernard, in arte Carlo Bernari è stato uno dei più insigni letterati meridionalisti del Novecento. Nacque a Napoli nel 1909 da una famiglia d’origine francese All’età di 13 anni fu espulso da tutte le scuole con l’accusa di sobillare in attività rivoluzionarie i compagni e proseguì la sua formazione culturale da autodidatta, entrando in contatto con eminenti uomini di cultura della Napoli antifascista del tempo, tra cui Benedetto Croce. Con un gruppo di giovani intellettuali, fra cui Guglielmo Pierce e Paolo Ricci, fondò il movimento culturale d’opposizione Udaismo (Unione Distruttivisti Attivisti) e negli anni trenta visse a Parigi dove ebbe rapporti con i maggiori scrittori dell'avanguardia francese.
Nel 1934 pubblicò il romanzo Tre operai, opera ambientata nella Napoli operaia, che gli valse l’ostilità della censura fascista. Tra le altre opere di Bernari che meritarono successo di critica e di pubblico Tre casi sospetti (premio Brera 1946), Prologo nelle tenebre (1947), Speranzella (Premio Viareggio 1949), Vesuvio e pane (Premio Salento 1952), Amore amaro (Premio Borselli 1958), Era l'anno del sole quieto (1964) Un foro nel parabrezza (1971), Tanto la rivoluzione non scoppierà (1976), Il giorno degli assassini (1980). Bernari svolse intensa attività di giornalista e di autore di sceneggiature cinematografiche (lavorò tra l’altro con Pietro Germi, Francesco Maselli e Nanni Loi). Carlo Bernari è morto a Roma nel 1992.

Leggi l'articolo di Bruno Aletta "Carlo Bernari, la città operaia"    Espresso napoletano, aprile 2007