Maria Orsini Natale. Di pasta vesuviana

Napoli con la sua provincia vive nel ‘900 letterario in un mosaico di infinite tessere, ed è forse la terra del pianeta più scandagliata da parole e racconti. La letteratura e la poesia percorrono in ogni parte del mondo infinite tracce, ponendo quasi sempre la persona al centro delle narrazioni e gli ambienti e i colori di contesto sono solo sfondo dei flussi di coscienza, dell'introspezione, dell'ideologia, della passione. Napoli con la sua provincia, nella prosa e nella poesia dei suoi scrittori è essa stessa protagonista, e la sua anima è così eccessiva, così peculiare da meritare notorietà talvolta invadente e difficilmente comprensibile. Insomma non appare azzardato definire i vari capitoli della letteratura a Napoli come un gigantesco romanzo storico dove il protagonista è il territorio e comparse i suoi abitanti.
E le infinite icone di Napoli nel mondo la rendono forse condannata ad essere tipica in tutto, eccessivamente tipica. I frammenti di storia politica ed economica del territorio napoletano, le caratterizzazioni storico ambientali dalla rivoluzione del 1799 ad oggi sono certosinamente analizzate, ricostruite, rivissute. E anche l'epopea familiare di Francesca e Nunziata, romanzo della scrittrice vesuviana Maria Orsini Natale del 1995, storia ambientata in un trapasso epocale che riguarda tutto l'occidente e non certamente solo le zone vesuviane, diviene inesorabilmente tipica. Perché la protagonista è la pasta e i pastai che, a ragione o a torto, riportano a Napoli e ai suoi territori limitrofi la loro storia esclusiva.
Francesca e Nunziata è il capolavoro di una delle narratrici campane più sensibili e delicate. Maria Orsini Natale nasce a Torre Annunziata, e nell'amore per la storia della Campania, tra poesia e narrativa, ci ha regalato negli ultimi decenni, pagine impregnate di un sensismo sconosciuto alla narrazione del grande romanzo di Partenope. Gli eventi storici, la descrizione dei paesaggi sono poeticamente rappresentati in odori, colori e principalmente sapori, delle terre da lei amate, favoleggiate in una produzione letteraria variegata ma coesa nei suoi parametri stilistico espressivi.
Vero e proprio romanzo "cult", Francesca e Nunziata è stato film di successo con la regia di Lina Wertmuller e le splendide interpretazioni di Sophia Loren e Giancarlo Giannini. La storia esordisce nella odorosa e aspra costiera amalfitana nell'ultimo decennio borbonico. Una famiglia di pastai sotto le redini sicure del nonno Giuseppe, rinomata e ricercata dagli ambienti bene della capitale, per lo più militari, è fornitrice di eccellenza per i suoi "paccheri" e "fusilli", paste tipiche e gustose. Da una dimensione puramente artigianale progressivamente la famiglia si trasforma in azienda e alle vecchie figure di un ottocento ormai sbiadito, rappresentate da instancabili artigiani attanagliati dalla mania del perfezionismo e della superstizione e nel romanzo impersonate dal capostipite nonno Giuseppe, si sostituiscono sagacia e impeto imprenditoriale delle donne Francesca prima e Nunziata poi.
Alle falde del Vesuvio, dove la famiglia - azienda si trasferisce, l'ascesa imprenditoriale apparentemente inarrestabile vive difficoltà impreviste che danno luogo ad una trama dove l'intreccio narrativo sovrasta apparentemente il contorno storico sociale. Le dinamiche psicologiche e crude tra la madre Francesca e la figlia adottiva Nunziata ricalcano forse le fasi più stanche della narrativa di fine ottocento, ma non riescono mai a prendere il sopravvento sugli eventi, sulle trasformazioni sociali, economiche e di costume che nel meridione, anche se più lentamente che altrove, sono pur sempre uno stravolgimento di valori e stili di vita, non facilmente metabolizzati.
Il valore della storia nell'economia del romanzo se appare a prima vista strumentale alla definizione dei personaggi, dei loro caratteri, del loro sentire, diviene protagonista principale, ennesima rappresentazione di quel rapporto tanto studiato e ancora non ben compreso del legame dei napoletani con il loro re Borbone, liquidato spesso come atteggiamento d'opposizione all'invasore savoiardo, e non come attrazione quasi mitica e favolistica per qualcosa che di mito e di favola non aveva proprio niente.
La narrazione storica cadenzata sui toni de "I Viceré" o de "Il Gattopardo" vive la massima tensione ed originalità nella solarità e sensualità del racconto non solo rispetto alle vicende vissute dai personaggi, ma nel colore diffuso in tutto il romanzo che va dalla descrizione dei paesaggi vesuviani a quelli gastronomici. L'arte della pasta, al di là degli interessi economici e delle alterne vicende legate all'industria di Francesca prima e Nunziata poi, ha qualcosa di magico e profondamente sensuale. Appartiene al gusto e alla cultura della napoletanità in cui il legame tra natura e civiltà si fonde e si armonizza.
Romanzo storico, report socioeconomico tradotto in poesia, storia di odori e sensazioni, Francesca e Nunziata è anche un romanzo di una donna che racconta di donne: le figure femminili tengono in modo assoluto le redini di tutta la vicenda sia nei loro aspetti positivi che in quelli negativi e si pongono come antagoniste di un mondo maschile meschino e inetto.
La produzione di Maria Orsini Natale, pur differenziandosi nel tempo, conserva i tratti di una penna delicata che ondeggia tra storia e favola, mito e poesia.
Nel 1998 l'autrice campana dà alle stampe il romanzo "Il terrazzo della villa rosa", anch'esso ambientato alle falde del Vesuvio, quindi il favolistico e mitologico "Cieli di carta". Un reportage storico culinario, "Don Alfonso 1890" del 2003, è la celebrazione dei sapori campani dove narrativa e guida alla cucina di piatti tipici si intrecciano in una preziosa pubblicazione.
E' un mondo semplice e solido quello proposto dalle opere della scrittrice vesuviana, uno degli infiniti punti da cui ripartire per la ricostruzione dell'immagine di Napoli e "contorni", oggi troppo sofferente e rassegnata per avere la determinazione di ridare valore alle sue incredibili ricchezze.
 
Espresso napoletano, febbraio 2008